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STORIA DELL'ARTE BONSAI: Dalle origini ai giorni nostri
Il termine bonsai deriva dal giapponese bon (vaso) e sai (pianta) e con questo termine si è soliti indicare una forma d'arte, che consente di coltivare alberi dalle dimensioni ridotte, nel rispetto dei canoni e delle proporzioni degli esemplari che si possono ammirare in natura.
Le origini della coltivazione di piante in vaso sono antichissime e risalgono per lo più alle esigenze dei popoli nomadi e semi-nomadi del medioriente, ma non solo.
Anche nell'occidentale Roma imperiale, per fini puramente estetici, si coltivavano piante in vaso dalle dimensioni ridotte, tanto che ne parla persino lo scrittore latino Plinio il Giovane. In questi casì però non si può parlare di bonsai nel senso stretto della parola perchè si tratta di fenomeni totalmente svincolati dalla filosofia che sottostà alla coltivazione bonsai vera e propria. |
Colui che si dedica all'arte bonsai non si limita a coltivare delle piante, ma va alla ricerca dell'armonia che coesiste tra uomo e natura.
Per rintracciare l'origine della coltivazione bonsai vera e propria si deve partire da un'antica quanto famosa leggenda cinese, la quale racconta che il poeta Guen-Ming, nel IV secolo dopo Cristo, si ritirò a vita privata per dedicarsi alla coltivazione di crisantemi in dei contenitori, dando così inizio alla coltivazione delle piante in vaso con scopi non solamente estetici.
L'evoluzione verso l'arte bonsai oggi conosciuta si ebbe con la diffusione in Cina, alcuni secoli più tardi, dell'arte del Pen-jin, attraverso la quale venivano riprodotti veri e propri paesaggi con tanto di uomini, animali ed ovviamente piante. |
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Con i secoli tali pratiche si radicarono profondamente nella cultura cinese e nel 1300 la coltivazione seguiva già degli stili ben codificati.
L'ingresso dei bonsai in Giappone avvenne casualmente, infatti alcuni esemplari furono portati in dono nella terra del sol levante da ricchi commercianti cinesi. |
Nel periodo di diffusione del buddismo zen il bonsai cominciò ad essere inserito nelle cerimonie religiose come simbolo sacro degno di venerazione, ma nonostante ciò, continuò ad essere una pratica puramente elitaria ancora per alcuni secoli.
Il bonsai, quindi, non nasce solo come esigenza estetica ma soprattutto come esercizio filosofico e spirituale mirato alla ricerca degli equilibri esistenti tra l'uomo e la natura che lo circonda.
Per la diffusione del bonsai in occidente bisognerà aspettare il XIX secolo, quando gli scambi commerciali con l'oriente cominciarono ad intensificarsi.
L'esordio ufficiale dell'arte bonsai nel vecchio continente avvenne a Parigi, in occasione della Fiera Mondiale del 1889, in quell'occasione un espositore cinese ottenne gran successo con i suoi alberi in miniatura.
Da quel momento in poi l'arte bonsai trovò terreno fertile al tal punto che ancora oggi sono molti coloro che si lasciano catturare dal suo fascino irresistibile. |

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Attualmente però molti si avvicinano ai bonsai attratti solo dal loro fascino estetico e la filosofia che sta alle spalle è pressochè dimenticata, tanto che alcuni difendono a spada tratta la visione millenaristica della coltivazione bonsai.
In realtà entrambi gli eccessi sono sbagliati, il primo perchè troppo semplicistico, ed il secondo perchè dimostra di non essere oggettivo e credibile, visto che tutto cambia non si capisce perchè l'arte bonsai dovrebbe restare ancorata al passato. La via migliore, ma anche la più difficile sarebbe quella dell'innovazione critica e cioè non disancorata dal passato, il quale, però dev'essere un mezzo per l'innovazione e non il fine della staticità. |
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